
La storia della nuova Nazionale italiana è iniziata con una certezza: dopo la mancata qualificazione al Mondiale 2026, la FIGC aveva bisogno di ripartire praticamente da zero.
E per farlo aveva deciso di affidarsi a un gruppo di nomi pesanti.
Prima Paolo Maldini, nominato direttore tecnico. Poi Leonardo come advisor. E soprattutto la ricerca di un commissario tecnico capace di riportare entusiasmo intorno alla maglia azzurra.
Il primo grande obiettivo era Pep Guardiola.
Quando Guardiola ha declinato la proposta, la scelta sembrava ormai indirizzata verso Andrea Pirlo.
Per qualche ora, però, quello che sembrava l’inizio della nuova era azzurra si è trasformato in uno dei casi più discussi degli ultimi anni.
Il motivo aveva un nome preciso: Fonbet.
Da Guardiola a Pirlo: la Nazionale cerca il suo nuovo CT
Dopo l’addio di Gennaro Gattuso, la FIGC aveva davanti una sfida enorme.
L’Italia arrivava dalla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali e aveva bisogno non soltanto di un allenatore, ma di un progetto capace di ricostruire credibilità e identità.
La nuova dirigenza federale aveva quindi valutato diversi profili, arrivando a puntare con decisione su Guardiola.
Il rifiuto dell’allenatore spagnolo ha però cambiato rapidamente lo scenario.
A quel punto il nome di Andrea Pirlo ha iniziato a prendere quota. Paolo Maldini lo considerava il profilo ideale per il nuovo progetto e, il 24 luglio 2026, Reuters riportava che Pirlo era ormai destinato a diventare il nuovo commissario tecnico dell’Italia dopo il rifiuto di Guardiola.
Leggi la ricostruzione di Reuters sulla candidatura di Pirlo
Per Pirlo sarebbe stata una straordinaria occasione.
Il “Maestro” avrebbe avuto la possibilità di tornare sulla panchina della Nazionale che aveva contribuito a rendere campione del mondo nel 2006, questa volta però nel ruolo di allenatore.
Sembrava tutto pronto.
Ma c’era un problema.
Il caso Fonbet esplode proprio alla vigilia dell’accordo
Andrea Pirlo non era soltanto un allenatore.
Da tempo era anche Global Brand Ambassador di Fonbet, una delle principali società di betting del mercato russo.
La collaborazione commerciale con il bookmaker russo è diventata particolarmente delicata proprio quando il nome di Pirlo è stato associato alla panchina della Nazionale italiana.
La possibilità che il futuro commissario tecnico degli Azzurri fosse contemporaneamente testimonial globale di una società di scommesse russa ha immediatamente aperto un dibattito politico e istituzionale.
Il contesto internazionale ha reso la questione ancora più delicata.
La presenza di Pirlo a un evento organizzato da Fonbet a Mosca aveva già attirato critiche. Quando poi il suo nome è diventato quello del candidato principale alla guida della Nazionale italiana, quelle polemiche sono esplose nuovamente.
Reuters ha ricostruito proprio in quei giorni il crescente dissenso politico e istituzionale intorno alla candidatura di Pirlo, collegandolo al suo ruolo di ambassador di Fonbet.
Reuters: il caso Fonbet e le resistenze alla candidatura di Pirlo
Pirlo: “La collaborazione è esclusivamente commerciale e sportiva”
Pirlo ha cercato di chiarire la propria posizione.
Nel messaggio pubblicato quando ormai la sua candidatura era saltata, l’ex centrocampista ha spiegato che la collaborazione con Fonbet aveva natura esclusivamente commerciale e sportiva, respingendo qualsiasi interpretazione politica del rapporto.
L’agenzia ANSA ha riportato le dichiarazioni di Pirlo, che ha espresso la propria amarezza per la vicenda e ha sottolineato di aver sempre svolto la propria attività professionale nel rispetto delle leggi e dei contratti sottoscritti.
ANSA: Pirlo non è più candidato alla panchina della Nazionale
Una posizione comprensibile dal punto di vista professionale.
Ma il problema, evidentemente, non era soltanto ciò che Pirlo pensava o dichiarava.
Era soprattutto ciò che rappresentava, in quel preciso momento, il ruolo di commissario tecnico della Nazionale italiana.
Il CT non è un normale allenatore di club.
È una delle figure più rappresentative dello sport italiano.
E proprio per questo il rapporto con una società russa è diventato, per alcuni esponenti politici e per parte dell’ambiente federale, un elemento estremamente controverso.
Il 27 luglio Pirlo ha comunicato di aver appreso che non era più il candidato alla panchina azzurra.
La sua reazione è stata molto dura e ha parlato di “grande amarezza” per il modo in cui si era sviluppata la vicenda.
La conseguenza più clamorosa: si dimettono Maldini e Leonardo
La vicenda non si è fermata alla candidatura di Pirlo.
Il progetto costruito dalla FIGC intorno a Paolo Maldini e Leonardo è entrato in crisi proprio dopo il fallimento dell’operazione Pirlo.
Il 27 luglio entrambi hanno lasciato i rispettivi incarichi federali, appena sedici giorni dopo la loro nomina.
Secondo Reuters, Maldini aveva indicato Pirlo come sua scelta per la panchina dopo il rifiuto di Guardiola. Il fallimento dell’operazione ha quindi aperto una crisi molto più ampia all’interno della Federazione.
Reuters: le dimissioni di Maldini e Leonardo dopo il caso Pirlo
In altre parole, quella che sembrava una semplice questione legata alla scelta di un allenatore si è trasformata in una crisi ai vertici della FIGC.
E tutto questo ha riportato sotto i riflettori un nome che, fino a pochi giorni prima, in Italia era conosciuto soprattutto dagli appassionati di betting:
Fonbet.
Ma che cos’è Fonbet?
Fonbet è un bookmaker nato e sviluppatosi nel mercato russo, dove rappresenta uno dei nomi più importanti del settore delle scommesse sportive.
La società ha costruito negli anni una strategia di marketing fortemente legata allo sport e alla collaborazione con personaggi di grande notorietà.
L’accordo con Andrea Pirlo rappresenta una parte importante di questa strategia.
Il valore di un testimonial come Pirlo è evidente.
Parliamo di un campione del mondo, vincitore di due Champions League e considerato uno dei più grandi centrocampisti italiani della storia.
Per un bookmaker che vuole costruire un’immagine internazionale, associare il proprio marchio a un personaggio di questo livello significa portare il brand al di fuori del tradizionale pubblico russo.
Ed è probabilmente proprio questo uno degli aspetti più interessanti dell’intera vicenda.
Fonbet non è diventato improvvisamente famoso in Italia perché è arrivato Pirlo.
È Pirlo che ha contribuito a rendere Fonbet molto più visibile al pubblico italiano.
E la vicenda della Nazionale ha fatto il resto.
Fonbet e Pirlo: una sponsorizzazione diventata caso politico
Normalmente una sponsorizzazione sportiva segue uno schema abbastanza semplice.
Un’azienda investe nel personaggio.
Il personaggio presta la propria immagine.
Il marchio ottiene visibilità.
Nel caso Fonbet-Pirlo, però, il contesto internazionale ha cambiato completamente la percezione dell’accordo.
La collaborazione è stata infatti analizzata alla luce dei rapporti tra Italia e Russia e delle conseguenze della guerra in Ucraina.
La partecipazione di Pirlo all’evento Fonbet di Mosca ha ulteriormente aumentato l’attenzione.
Quando poi lo stesso Pirlo è diventato il candidato principale alla guida della Nazionale italiana, la questione è diventata inevitabilmente molto più grande di una normale sponsorizzazione.
È questo il punto centrale della vicenda.
Non è stato semplicemente il fatto che Pirlo collaborasse con un bookmaker a creare il problema. È stato il contesto nel quale quella collaborazione è diventata incompatibile, secondo i suoi critici, con il ruolo di CT della Nazionale.
Fonbet è un bookmaker autorizzato in Italia?
Questa è probabilmente la domanda più importante per i lettori italiani che hanno conosciuto Fonbet proprio grazie alla vicenda Pirlo.
La risposta deve essere molto chiara.
Fonbet non è un operatore autorizzato alla raccolta di gioco in Italia tramite concessione ADM.
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli spiega che i siti di gioco non autorizzati possono essere sottoposti a provvedimenti di inibizione e mette a disposizione l’elenco ufficiale dei siti soggetti a blocco.
ADM – Elenco ufficiale dei siti di gioco soggetti a inibizione
La pagina ADM attualmente riporta un aggiornamento del 5 agosto 2026, con validità dal 20 agosto 2026.
Per gli utenti italiani questo punto è fondamentale: la notorietà internazionale di un bookmaker e la sua eventuale presenza in altri mercati non significano automaticamente che l’operatore sia autorizzato a raccogliere scommesse in Italia.
La stessa ADM precisa che l’inibizione riguarda i siti che risultano sprovvisti delle autorizzazioni necessarie per operare la raccolta di giochi in Italia.
ADM – Inibizione dei siti di gioco non autorizzato
⚠️ Attenzione per gli utenti italiani
Fonbet è un bookmaker internazionale e il suo nome è diventato particolarmente noto in Italia dopo la vicenda legata ad Andrea Pirlo. Tuttavia, la sua notorietà non equivale a un’autorizzazione ADM. Prima di effettuare qualsiasi attività di gioco online, è sempre necessario verificare che l’operatore sia autorizzato a operare legalmente in Italia.
Perché Fonbet interessa così tanto agli appassionati di betting?
La domanda, a questo punto, diventa interessante anche dal punto di vista del mondo delle scommesse.
Fonbet rappresenta un esempio di come il mercato internazionale del betting sia molto più ampio rispetto a quello italiano.
La società opera in un ecosistema differente da quello regolamentato da ADM e ha costruito una presenza molto forte attraverso lo sport.
La collaborazione con Pirlo ne è un esempio perfetto.
Per questo motivo, la vicenda della Nazionale ha avuto anche un effetto inatteso: ha fatto conoscere Fonbet a migliaia di italiani che probabilmente non avevano mai sentito parlare del bookmaker russo.
Ed è proprio qui che il caso Pirlo diventa interessante anche per chi segue il settore delle scommesse online.
Non soltanto per la polemica.
Ma per capire come funzionano oggi il marketing sportivo, le sponsorizzazioni internazionali e la competizione tra bookmaker nei diversi mercati.
Dalla polemica alla nuova Nazionale: arriva Roberto Mancini
Il finale della storia è arrivato rapidamente.
Dopo il ritiro della candidatura di Pirlo e le dimissioni di Maldini e Leonardo, la FIGC ha dovuto rimettere completamente mano al progetto.
Il 28 luglio 2026 è arrivata la decisione: Roberto Mancini è tornato sulla panchina della Nazionale italiana, mentre Claudio Ranieri è stato indicato come direttore tecnico.
Reuters ha confermato la nomina di Mancini, che torna quindi a guidare gli Azzurri dopo aver conquistato l’Europeo del 2021.
Reuters: Roberto Mancini torna CT dell’Italia, Ranieri direttore tecnico
Una scelta che cambia completamente lo scenario.
Mancini conosce già l’ambiente azzurro e ha conquistato l’Europeo del 2021 con l’Italia.
Ora dovrà affrontare una delle sfide più complicate della sua carriera: ricostruire una Nazionale reduce da anni difficili e riportarla ai Mondiali del 2030.
Ma il suo arrivo non cancella quello che è successo nelle settimane precedenti.
La vicenda Pirlo-Fonbet rimarrà uno degli episodi più curiosi della storia recente della Nazionale.
Pirlo, Fonbet e una domanda che rimane aperta
La domanda più interessante, forse, non è nemmeno se Pirlo avrebbe meritato o meno di diventare CT.
Quella è una valutazione tecnica e soggettiva.
La vera questione è un’altra:
quanto può pesare la sponsorizzazione di un bookmaker internazionale sulla carriera di un personaggio dello sport?
Nel calcio moderno, gli atleti e gli allenatori sono diventati veri e propri brand.
Le sponsorizzazioni possono valere milioni di euro e permettere a società internazionali di entrare in mercati nei quali non avrebbero la stessa visibilità.
Ma proprio questa enorme esposizione porta con sé anche dei rischi.
Pirlo ha perso l’opportunità di allenare la Nazionale?
La risposta definitiva spetta agli uomini che hanno preso la decisione.
Quello che possiamo dire è che la collaborazione con Fonbet è stata uno degli elementi centrali della controversia che ha portato alla fine della sua candidatura, come confermato dalle ricostruzioni della vicenda e dalle dichiarazioni dello stesso Pirlo.
Fonbet: il bookmaker che Pirlo ha portato sotto i riflettori italiani
Ed eccoci quindi al punto di partenza.
Prima del caso Nazionale, Fonbet era soprattutto un grande nome del betting russo.
Dopo il caso Pirlo, il suo nome è entrato con forza nel dibattito sportivo italiano.
Una curiosa inversione dei ruoli.
Il bookmaker aveva scelto Pirlo per aumentare la propria visibilità internazionale.
E, almeno sotto questo punto di vista, l’operazione ha funzionato perfettamente.
Oggi Fonbet è conosciuto anche da chi segue il calcio italiano.
Ma proprio perché il marchio è finito al centro dell’attenzione, è importante distinguere la notorietà dalla possibilità di operare legalmente nel nostro Paese.
Per gli utenti italiani, la presenza di un bookmaker nell’elenco degli operatori autorizzati ADM rimane il riferimento fondamentale.
MigliorBonusScommesse.it continuerà quindi a distinguere sempre tra operatori autorizzati in Italia e piattaforme internazionali non autorizzate alla raccolta nel nostro Paese.
In conclusione
La storia di Andrea Pirlo e Fonbet è molto più di una semplice polemica sulla scelta del nuovo CT.
È l’incontro tra calcio, marketing, sponsorizzazioni, geopolitica e mercato internazionale delle scommesse.
Pirlo voleva tornare protagonista con la Nazionale.
Fonbet voleva portare il proprio brand oltre i confini russi.
La FIGC voleva costruire una nuova Italia.
Alla fine, questi tre obiettivi si sono incontrati nel momento peggiore possibile.
Pirlo non è diventato commissario tecnico.
Maldini e Leonardo hanno lasciato la FIGC.
Roberto Mancini è tornato sulla panchina azzurra.
E Fonbet, quasi involontariamente, è diventato uno dei nomi più discussi del calcio italiano dell’estate 2026.
Una cosa è certa: senza Pirlo, probabilmente, in Italia avremmo parlato molto meno di Fonbet.
E proprio per questo vale la pena conoscere meglio il bookmaker che, nel giro di pochi giorni, è passato dall’essere un nome praticamente sconosciuto al grande pubblico italiano a diventare uno dei protagonisti indiretti della scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale.
Nota editoriale: le informazioni relative all’autorizzazione degli operatori di gioco in Italia devono essere sempre verificate attraverso le fonti ufficiali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Le informazioni riportate in questo articolo si riferiscono alla situazione disponibile al momento della pubblicazione.